“Molti anni sono passati, ma nella mia memoria emotiva è ancora “stampata” l’immagine di mio figlio Sergio di cinque anni che, per la prima volta, legge con voce tremolante la parola SOLE scritta in stampato maiuscolo sotto il disegno di un sole giallo brillante, con occhi sorridenti e il sorriso invitante.
“S” è come il mio nome, mi ha precisato mio figlio, e poi c’è anche la “O”….
Per molti bambini- la maggioranza- il misterioso processo che li porterà a leggere inizia spontaneamente alla fine della scuola d’infanzia, attraverso associazioni libere di suoni tra lettere che riconoscono da soli leggendo parole ricorrenti scritte sugli alimenti -sulle merendine per esempio- sulle pubblicità televisive o sui cartelli stradali. Per alcuni di loro invece, la lettura sarà una graduale conquista che noi, come insegnanti possiamo supportare lavorando sui suoni della lingua. In questo breve articolo vorrei sottolineare quindi l’importanza della consapevolezza fonologica sia a riguardo della lingua madre sia di un’eventuale seconda lingua”
Queste le parole che Chiara Pastormerloha scelto per introdurre questo suo articolo che aiuta gli insegnanti e le insegnanti nell’approccio con i suoni e con la scrittura per i più piccoli. Chiara, che fa parte del team Mirabilia in qualità di formatrice, ci accompagna in un percorso fatto di esempi e strategie pratiche per stimolare le competenze fonologiche e non solo.
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Ma che cos’è dunque la consapevolezza fonologica?
La consapevolezza fonologica è una delle abilità fondamentali per l’acquisizione del linguaggio e per l’apprendimento della lettura e della scrittura.
Significa saper riconoscere suoni, sillabe e parole; è un’abilità che permette ai bambini di sviluppare nel tempo una solida base linguistica, essenziale per una comunicazione efficace. In poche parole la consapevolezza fonologica è la capacità di riconoscere e manipolare i suoni della lingua parlata.
Include competenze come:
Riconoscere le rime e i suoni simili tra le parole.
Suddividere le parole in sillabe e fonemi.
Comprendere che le parole sono costituite da sequenze di suoni.
Identificare il suono iniziale e finale di una parola.
Sviluppare abilità di segmentazione e fusione dei suoni.
Queste abilità sono fondamentali per l’apprendimento della lettura, poiché permettono al bambino di collegare i suoni alle lettere scritte e facilitano la decodifica delle parole. La competenza fonologica inizia molto presto, con la lallazione (intorno all’anno di vita), dove il bambino sperimenta l’efficacia dei suoi organi articolatori. Fare musica con i bambini può essere la chiave di volta per avviare, in modo divertente, la crescita della competenza fonologica.
“Anche con i bambini più piccoli , è consigliata la pratica musicale ludica che favorisce la produzione e la ripetizione di sequenze di suoni. Dal punto di vista percettivo, l’ascolto della musica infatti affina i processi di elaborazione uditiva del linguaggio perché allena le medesime dimensioni e strutture (altezza, durata, accenti e timbro), legate alle componenti melodica e ritmico-temporale. Sia la musica che il linguaggio hanno regole grammaticali e sintattiche anche se gli elementi si chiamano diversamente: fonemi (suoni minimi della lingua), parole (gruppi di fonemi dotati di significato), frasi (insiemi di parole organizzate secondo la grammatica) nel linguaggio, note (singoli suoni), accordi (più suoni sovrapposti) e melodie (frasi musicali), nella musica. In base ai dati della letteratura, il cervello quindi elabora la musica e il linguaggio attivando meccanismi molto simili, pertanto l’ascolto e la pratica della musica e del canto rinforzano anche lo sviluppo del linguaggio.”
TRATTO DA dall’associazione “Nati per la musica”
Ecco quindi alcuni modi pratici per stimolare le competenze metà fonologiche fin dell’ultimo anno della dell’infanzia:
Giocare con le rime. Questa è un’attività semplice e divertente ma davvero efficace. Invece di limitarci alle filastrocche, usiamo il gioco delle rime. Chiediamo per esempio ai nostri bambini di trovate una parola che suoni come gatto (es. matto, patto). Questo gioco rafforza la consapevolezza che le parole sono fatte di “pezzi” che possono essere scambiati.
Un altro gioco è chiamatoQual è l’intruso?utilissimo per sviluppare le abilità percettivo-uditive . Nominando una serie di parole che iniziano con lo stesso suono o sillaba e inserendone una diversa. Esempio: “Quale non comincia per MA? Mano, Mare, Casa, Mago”. Questo allena l’orecchio a discriminare e riconoscere l’elemento fonologico iniziale. Potete poi variare lo stesso gioco rendendolo più difficile chiedendo ai bambini di concentrarsi sulla sillaba che chiude la parola e invitandoli a trovare altre parole che “suonino” allo stesso modo -per esempio Mare, Colore e Cuore, oppure Cani, Mani e Panini, Torta e Porta ecc.…
La stessa competenza fonologica che entra in gioco nello sviluppo della lingua madre, agisce all’interno del processo di acquisizione della L2, nel nostro caso la lingua.
Vedremo quindi come approcciare l’insegnamento della L2 in modo naturale, senza forzature e rispettando i passi necessari al cervello dei bambini per imparare nuovi suoni e nuovi ritmi durante il corso di formazione organizzato da Mirabilia editrice che mi vedrà coinvolta insieme a Valentina Perolio nel mese di marzo 2026 dal titolo INGLESE INCLUSIVO